Caro Futuro: per te sono uno sconosciuto, e tu per me sei un tempo che intravedo a distanza, eppure, non posso fare a meno di fartelo capire. Sono anni che tento di sedurti. Non mi sono stancato e non mi hai stancato. Sarà perché ho iniziato ad intendere che c'eri anche tu nella mia vita quando eravamo belli tutti e due.  Adesso, è vero, anche tu, come me, hai le borse sotto gli occhi, tossisci la mattina, e di notte dormi con fatica, ma appena mi sveglio non posso non pensarti e, miracolo dell'amore (giustizia, non cecità) desiderarti come ti desideravo, quando, pur non avendo nessuno dei due ne tosse e ne borse, ti addormentavi sempre prima di me. Io, stavo lì. Non assente. Incosciente. Pensavo all'Infinito e a te, allora Presente.

 
 

Frati e fraternità

 

Bene e male

 

Il badile del Priore

 

La stanghe di Lucignolo

 

Alla cortese attenzione: Ambasciata Americana di Roma  All’Ufficio di Competenza

 

Come imbambolati

 

Ad ogni frutto la sua stagione

 

Cortese Babilonia:

 

L’idea sotto esposta è pesante

 

Proposta di interrogazione parlamentare

 

Spazi aperti?

 

Brigatisti e brigatismo

 

Clonazioni

 

Per conoscenza: Addetto Culturale dell’Ambasciata di Israele in Roma

 

"I pomeriggi di s. Barnaba" a Brescia

 

Il disgusto di Dio secondo Wojtyla.

 

Le opinioni di una cassandra

 

L'emigrazione di Giano

 

Dire pane al pane

 

Aggressione o no: punti di vista.

 

Narciso si scrive

 

Interpretazioni e opinioni.

 

Dio non è una mongolfiera

 

Non la penso come il Papa.

 

Allah ama l’equità

 

La vita della Cultura sessuale, deforma, se fissa ciò che forma la vita della Natura sessuale.

a Franco G.

 

Informare ma non deprimere per non illudere. a Ercole C.

 

a Don Carlo V.

 

Sull'Eutanasia. a Ercole C.

 

Anche le piante non sono un isola. ad A. B.

 

In amore, la verità è oro: costosa ma incorruttibile. a Filippo P.

 

I sogni in politica risvegliano la politica.

 

Verginità e ritorno alla verginità. a Filippo P.

 

Sulle stimmati di padre Pio- a Marco. P.

 

Sulla " questione degli ovuli " Lettera " al Direttore "

 

L'Uomo sarà femmina?

 

Sullo spiritismo. a Stefano L.

 

Sui pianti delle madonnine di gesso Lettera " al Direttore "

 

Spiritualità o spiritismo di un rito ebraico Lettera " al Direttore "

 

Risposta ad un contestatore della lettera sulla " spiritualità o spiritismo " in un rito ebraico

 

" Voglia di Satana " Lettera " al Direttore "

 

Il peccato non è in chi o cosa si ama ma in come si ama.

 

Un principio in politica

 

Pessimismo: amara radice che inciampa il passo alla vita. Lettera " al Direttore "

 

Psiche e Soma. a Rino B.

 

Il bisogno di capri delle pecore  Lettere " al Direttore "

 

I riti della vita contro i riti della morte. Lettera " al Direttore "

 

I numeri della sessualità. Lettera " al Direttore "

 

Intervento sulla " Gestione del Paziente con Aids Terminale " a Ercole C.

 

La salute biologica è aldilà dei Medici e la salute spirituale è aldilà dei teologi. Lettera " al Direttore "

 

Morale della storia da un racconto Zen. a Luca B.

 

Guerra e pace fra i principi dell'io maschile e femminile della vita maschile e femminile. a Maria Grazia L.

 

Favoletta in stile Zen su i due più grandi maestri di vita. a Elena

 

L'amore fra dire e sentire. a E.

 

Sotto il razzismo, altro. Lettera " al Direttore "

 

Invasioni di campi fra Chiesa e Stato? Lettera " al Direttore "

 

Lancio dei sassi: amore per il delitto o delitti per non amore?

 

Corrispondenza di intenzioni fra quelle della vita ( il tutto dal Principio ) e quelle del Volontariato.

a Bedi e Titti ( * )

 

Guerra e Pace: scelte di spirito. a E.

 

Reberthing o Discernimento come tecnica per giungere all'ampliamento della coscienza?
a Bedi e Titti.

 

Pedofilia: reato nello stato sessuale o reato nel comportamento?

 

Le spire sessuali dette dalla figura del Serpente. a Paola B. F.

C'è voluto il suo tempo ma ho dovuto rendermi conto che, salvo eccezioni, le mie lettere erano impubblicabili. In più casi non a torto, ma non mi era possibile non scrivere quello che sentivo, e quello che sentivo era un lamento che ha imperato sulla mia ragione per anni. L'ho travasato negli scritti (ero straripante) più di quanto mi piaccia ammettere. Me ne rendevo conto ma riuscivo a fermarmi, solo quando avevo raggiunto il silenzio nella mente: possibile ma non di certo facile. Dovrei rivedere tutti i miei scritti, ma per farlo dovrei tornare a immergermi nelle emozioni che li hanno motivati: generalmente inquinate dalla mia scolastica ignoranza, oltre che dalla caterva di dissidi: personali e no. Non me la sento. Non ancora. Non so quando. Certamente un po' alla volta. Forse. Intanto,

 

una parte delle Lettere e alcune Note le ho collocate nella pagina

mionome in  FaceBook ed altre in perdamascoinblog.com

Altro lavoro che finirò non so quando.