cesira e luigi: la famiglia.

 

Il fatto che sia adottiva non toglie nulla al titolo. Era seduta sul balcone di casa. Una stanza sotto una sopra. Diviso dalla cucina con una parete di faesite, il cesso era un bidone di latta. Mi sa che ho ancora i segni sul sedere! Per fortuna, la casa dava sul sottostante canale. Nessun pesce si è mai lamentato. Neanche chi li pescava. Avevo comperato una macchina fotografica ancora a Moncalieri di Torino. Economica, ovviamente. Quando premevi la levetta faceva un clac da officina ferroviaria! Ha un gattino in braccio: bianco e nero. Chissà se è lo stesso gattino che disegnava, quando, per mezzo di un medium, comunicava con me per scrittura automatica. Lo faceva raramente. D'altra parte, anche con me, "parlava" raramente. Per carattere. Indossa la vestaglia di quando "l'andava a mastèi", cioè, a lavare in mastelli la biancheria di altri, e a casa di quelli. Aveva i cappelli nerissimi. Sorrideva raramente. Non ne aveva molti motivi. Non ho mai saputo perché mi abbia adottato. E' anche vero che non gliel'ho mai chiesto.

 

Questa, è ancora mia madre, ma con un bambino. Non ho mai saputo chi sia, e neanche se lo ero io.

All'epoca, ho fatto qualche domanda alla Cesira. Non mi ha mai risposto se non con un'occhiata di sguincio. Dietro questa foto c'é scritto un mistero. La calligrafia è della Cesira. La trascrivo com'è: Spaventiti di questa. La hanno fata a casa nostra. la fata Bepi Cavalaro e Bruti... La foto qui è tagliata. Nell'angolo a sinistra, ha scritto: come la tua... Dal tenore della scritta, arguisco una tragedia. Almeno per quei tempi. Sembra la scritta di una donna che dice all'uomo che l'ha messa incinta e poi abbandonata: spaventiti... di quello che ha fatto a me pare evidente. Per tale supposizione, non credo di essere io quel bambino, anche se fatte le debite proporzioni, :) la misura delle orecchie sono le stesse.

 

Non ho mai avuto fratelli, e né sono stato il fratellastro di un figlio naturale. Arguisco, quindi, che gli sia mancato, e che poi abbia adottato me. Si può arguire anche dell'altro, ma non sento il caso di piantar badili su antiche fosse. Ripensandoci: è vero che sono stato adottato a sei mesi, quindi, quel bambino potrei essere io, ma, allora, quale, il senso della frase dietro la foto? Osservando meglio le foto con il bambino, vedo vestita bene sia la Cesira che quel bambino. Strano! Da che ricordo, l'ho sempre vista povera, non, con possibilità come sembrerebbe. La Cesira era originaria di S. Urbano, in provincia di Padova. La prima foto col bambino è fatta sotto una vigna. Forse della casa di famiglia. Mah!

 

 

Ero io quel bambino anche anche in questa fotografia? Potrebbe perché mi ha adottato a 6 mesi e oltre a me non ne ho mai visti altri con lei! Altra stranezza di questa foto, sta nel fatto che si è fatta fotografare da sola. E' come se mi avesse adottato solo lei! E il Luigi? Bellissime le mani.

Mio padre adottivo? Mah! Non lo ricordo così!

 

 

L'ho sempre pensato, ma un qualcosa non mi torna. Lavorava all'Utita. Una fonderia di Este, smantellata da decenni. Quando l'hanno chiusa ha fatto il muratore. E' fotografato con la divisa coloniale. In Eritrea, o in Somalia? Di mio padre ricordo come fosse ieri una sua premura. Con un suo amico mi aveva portato al cinema Cristallo (o era il Farinelli?) a vedere un film musicale con il tenore Mario Lanza. Cantava "Corri, corri cavallin!" Non ricordo quanti anni avevo. Tra i 5 e i 6, penso, ma sembra non sia passato un giorno da quanto ho viva memoria dell'aria di quella canzone: corri corri, cavallin!

 

La versione che ricordo è in italiano ma sul You Tube c'è in inglese. Scopro così, che non di un cavallin si tratta ma di un somarello. Non è l'ultimo sogno di ex bambino che mi va a ramengo! Pazienza! All'uscita del cinema mi chiese se avevo freddo. Devo avergli risposto di si perché m'ha messo la sua giacca sulle spalle. Niente m'ha fatto sentire così grande. Così vanitoso. Così unico. Così amato. Mi è mancato di appendicite che avevo un sei anni. All'epoca si poteva morire anche così.

ps. 2017 Su questa foto e su questa identità ci penso da anni. Non mi torna un più di qualcosa. Non tanto la figura perché dell'immagine del Luigi ho vaghi ricordi, ma non mi pareva vecchio quando mi è mancato di peritonite, mi disse la Cesira. Vero è che le guerre mica ringiovaniscono, ma lo stesso...

 

Ho provato a fare dei conti con le date storiche e con la pressappoco del ricordo che cito, ma non ne vengo a capo. Morale della favola: se non era il Luigi, chi era di così importante per la Cesira, visto che del Luigi non aveva conservato altra foto? Un fratello? Un caro parente? Un deludente amante/amore che l'ha fatta soffrire? Una storia da conservare ma non da dire? Mah! Se di mistero si tratta, se l'è portato nella tomba.