Spirito è ciò che anima.

 

Anima è ciò che si anima. Ciò che si anima è vita. Lo Spirito è l'anima della vita. Nella Natura, la Cultura anima la vita, animata dalla forza dello Spirito.

 

La forza dello Spirito è vita della Natura. La vita dello Spirito è forza della Cultura.

Lo Spirito è la forza della vitalità della Natura che corrisponde con la vita della sua Cultura.

 

Lo Spirito essendo forza è condizione di vita ma non pone condizioni alla sua forza per non condizionare la vita.

 

Lo Spirito del Principio non è tanto né poco: lo Spirito è vita, e il suo spirito (la sua potenza) vitalità.

Questo scritto è il primo di decine, nel tempo viste e riviste non so più quante volte. E' la base di tutti i discorsi sullo Spirito che ne ho ricavato. Mi vedo ancora mentre sto scrivendo un'idea della quale non avevo alcuna idea. E' come se avessi dovuto disegnare un cerchio, senza assolutamente sapere com'è fatto, ma punto dopo punto, alla fine l'ho visto. Non sempre quando stavo scrivendo a casa. Qualche volta in giro, e non poche volte sul lavoro. Giusto per dire un caso, il pensiero introduttivo ai discorsi sullo Spirito e agli annessi e connessi, l'ho pensato mentre stavo al secchiaio delle trattoria dove all'epoca lavoravo. Ridevano e scuotevano la testa i compagni quando mi vedevano partire in tromba alla ricerca di carta e penna. Avevano capito, però (e accettato) che, in quei casi da eureka! dovevo scrivere e che niente mi avrebbe fermato.

 

Per Spirito, intendo sia la forza della vita sino dal principio

che la forza della vita dello stesso Principio.

 

( a capo )

 

Lo Spirito del Principio attua la vita

tramite la sua potenza

non

tramite la sua identità.

 

Se lo facesse, fra Immagine e Somiglianza non vi sarebbe differente stato. In ciò, cesserebbe di essere l'Uno. Di ciò che accade in questo stato della vita, quindi, gli si può addebitare l'origine, non, quanto si origina da ciò che ha originato Come ogni genere di assoluto principio origina solo sé stesso, così l'assoluto Principio.

 

( a capo )

 

Per la Natura della vita

per la Cultura della vita

per lo Spirito della vita

Lo Spirito del Principio origina l'essere in trinitario stato.

 

( a capo )

 

In ragione del suo vivere la corrispondenza fra

 

la sua Natura

(principio del bene)

la sua Cultura

(principio del vero)

e il suo Spirito

(principio del giusto)

 

l'essere vive il suo trinitario stato anelando il ritorno all'unitario

 

Bene

Vero

Giusto

 

del Principio: luogo di verità per l'assenza di ogni male, di ogni errore, di ogni dissidio. Lo cerca, non tanto perché l'essere sa chi è, cos'è, o dove è il Principio (al più, crede in ciò che immagina) ma perché la vita a Somiglianza della Vita (cosciente o no che sia) non può stare di scissa totalità, pena il dolore nella sua Natura, l'errore nella sua Cultura, e lo squilibrio nella sua forza: lo spirito. Si può dire allora (qui lo ripeto) che oltre a essere forza della vitalità e della vita, lo Spirito è Primo maestro.

 

( a capo )

 

Lo Spirito è Vita

tanto quanto il Fare

corrisponde all'Essere.

 

( a capo )

 

Lo Spirito è Calibro della Natura che forma

Arbitro

della Cultura della forma

Giudice

 della vita che si forma

 

in ragione dello stato della corrispondenza fra Natura e Cultura.

 

( a capo )

 

In ragione dello stato della corrispondenza fra Natura e Cultura

lo Spirito è Calibro perché misura la forza

Arbitro perché decide l'uso

della forza

Giudice perché valuta l'uso

della forza

 

( a capo )

 

Lo Spirito guida secondo lo stato di tre emozioni:

 

Depressione

Esaltazione

Pace

 

Depressione:

 

errore verso ciò che siamo per difetto e/o eccesso delle informazioni che riguardano il Sentire.

 

Esaltazione:

errore verso ciò che sappiamo, per eccesso e/o difetto delle informazioni che riguardano il Sapere.

 

Pace:

stato della quiete naturale, culturale, e spirituale

fra ciò che sente il Corpo

conosce la Mente

prova lo Spirito

 

Vi è pace, tanto quanto la forza della vita e della vitalità non patisce dissidi

 fra Natura e Cultura.

 

( a capo )

 

Raggiungiamo la condizione di pace

tanto quanto tacitiamo i dissidi

 

dal Corpo

dalla Mente

dallo Spirito

 

( a capo )

 

La misura dello Spirito non può essere maggiore della conoscenza. (o l'opposto)

se non ponendo dissidio fra gli stati della vita

 

Natura per quello che siamo

Cultura per quello che sappiamo

Spirito per quello che sentiamo

 

Dissidio, è il delirio di chi brancola fra errore e dolore.

 

Poiché, vita, è stato di infiniti stati di vita, così, anche le tre voci della guida dello spirito sono lo stato di infiniti stati di vita, o secondo il caso, di meno vita, tanto quanto è presente il dolore.

 

Il dolore è il male naturale e spirituale da errore culturale.

 

( a capo )

 

Permettendo la stessa misura di forza

 

alla Natura

alla Cultura

allo Spirito

 

Lo Spirito è Paraclito e Leggero tanto quanto pone mediazione fra i suoi stati.

La mediazione fra gli stati medierà il mediatore.

Uno spirito scisso e scindente per mancata mediazione

non permette il raggiungimento dell'unità che permette l'integrità.

 

( a capo )

 

Avendo raggiunto l'assoluta unità fra i suoi stati

 lo Spirito al Principio è Paraclito in assoluto.

Essendo assoluto, lo Spirito del Principio origina la sua stessa misura di vita.

Se così è nell'immagine della Vita, così non può non essere nella Somigliante immagine.

 

( a capo )

 

Su questo piano della vita

la mediazione è generalmente sentita come un arrendevole compromesso.

 

Il compromesso è mediazione subita

 
 

 
 

La mediazione

è compromesso voluto

L'equilibrio

è in medio

 

( a capo )

 

Vi è chi maggiora l’Essere,

compensando la Natura, o la Cultura, o lo Spirito (e, quindi, la vita)

di maggior forza in uno o l'altro stato.

 

Ad esempio:

7 per la Natura

3 per la Cultura

9 per lo Spirito

 

L'identità in esempio avrà usato il suo massimo spirito per rafforzare il corpo ma in maniera minore la conoscenza. Mancando la corrispondenza di valore fra i suoi stati, mancherà nella sua facoltà mediatrice.

 

( a capo )

 

L’Essere che maggiora il peso sul Sapere

o il Sapere

che maggiora il peso sull'Essere

entra in sofferenza con sé

e/o con altro da sé.

 

E' dolore fisico, il giudizio di male che una Cultura da alla sua Natura.

E' dolore culturale il giudizio di errore che una Cultura da a sé stessa.

E' dolore spirituale il giudizio di male che uno Spirito da alla sua forza.

 

( a capo )

 

 Se è vero che il dolore afferma la sua verità in ogni lingua

 altrettanto è vero che la voce della Natura (il Bene in ogni lingua)

cura il peso della sofferenza, ricordando

che lo Spirito è medico, tanto quanto

la temperatura della mente

ha i gradi del corpo.