Accademia Vita

 La consapevolezza è lo specchio in cui il cuore contempla la sua attività. (Piers Antony)

Non ricordo quando ho iniziato a concepire questo progetto di un recupero culturale che non tocca solamente la tossicodipendenza. Secondo la datazione di questo Index è stato nel 2002. Le restanti pagine, invece, sono datate 2006. I casi sono due: nel 2006 ho sbagliato a scrivere la data su l'Index, oppure l'ho iniziato alla data dell'Index e rivisto nella stesura ultima nel 2006 ma "definitivamente" ultimata nel 2008 da altri collegamenti che vedo. Comunque stiano le cose, come bozza è nato e come bozza è rimasto; forse perché, come struttura ideologica di una comunità secondo me, è risultato troppo secondo me a chi l'ho proposto per una verifica. Ci sono anche altri motivi ma ci stendo un pio velo. Almeno per ora. Nonostante gli anni e le possibili ingenuità, tutt'ora non mi pare male, così, nella versione 2013 lo ripropongo pari - pari; grafica a parte che ho cambiato nel 2015 e nel novembrino 2017. Quest'idea non è del tutto farina del mio sacco. Avevo letto, infatti, di analoghe situazioni in America in un settimanale. Non ricordo se della Repubblica o se del Corriere della sera. Nell'articolo si diceva le belle cose che accadono in quegli istituti di recupero ma solo per l'aspetto cronaca. Fatto sta, che ho scritto sulla mia Accademia, tempo dopo averlo letto, così, al Serpelloni che mi aveva chiesto di fargli avere l'articolo, non ho saputo dirgli dove diavolo era andato a finire! Non credo che il Serpelloni ci abbia perso il sonno! Io, un po'. Tolto il progetto dal cassetto per diverse volte e altrettante riviste, infine, l'ho collocato qui. Non solo chi giace, alla fine trova pace!

 

Antefatto

Al Dottor Giovanni S.

 

 Ignoro se nel frattempo si sia capito perché il tossicodipendente vuole tutto e subito perché manco dalla piazza da parecchio. Nell'ipotesi non sia stato compreso, suggerisco questa interpretazione. Il tossicodipendente vuole tutto e subito, perché ragiona secondo forza e, la forza, non ha il senso del tempo, ma quello dei suoi stati, quindi, la forza è lo stato del subito, mentre la debolezza è lo stato del dopo. Se non si crede a me, si provi a sollevare un peso, il che vuol dire, a raggiungere una meta. Se lo si solleva subito, (meta raggiunta) si è forti. Se lo si solleva con difficoltà, (o per difficoltà), si è deboli. Nel caso lo si sollevi a tempo, subentra una crisi: ce la farò, o non ce la faro? Il che vuol dire: avrò, o non avrò? Sarò, o non sarò? Il Tossicodipendente non accetta crisi. Per farlo dovrebbe convertire, (per elaborazione da mediazione), il suo indirizzo psichico. Non lo può fare per due prevalenti idee di forza: quella dell'idea di sé come forza, e quella della droga: sostanza che afferma l'idea, coprendo chimicamente e consolando psichicamente i dubbi sulla soggettiva forza. Per questo la roba è "madre". E' donna, invece, perché accoglie il "tossico" in un assoluto abbraccio. "Puttana", invece, lo diventa tanto quanto, (o quando), quell'abbraccio si rivela di scadente presa, oppure, tanto quanto, (o quando), i costi si rivelano sempre più onerosi, e, le conseguenze, sempre più pesanti. Il fatto che la droga distrugga un vivere, è un concetto culturale, quindi, in sottordine come la ragione rispetto alla passione: altro concetto che appartiene alla vitalità. Quale considerazioni trarre da tutto questo? Non lo si chieda a me. Non sono mica un professore americano! Da lavapiatti italiano, ho solamente notato che nei tossicodipendenti, la vitalità fisica è preponderante rispetto alla vita culturale a - specifica, quindi, non ho potuto non trarre che una considerazione: l'indirizzo esistenziale della loro Cultura, è determinato dalla loro Natura, pertanto, elaborando e fortificando la loro Natura, si dovrebbe metterli nella condizione di aver di che paritariamente relazionare, vuoi con altra Cultura, (personale e/o sociale), vuoi con altra Natura. In soldoni: fortificando l'amor proprio con forti dosaggi di coscienza sulla forza fisica si potrebbe dar di che contrastare i dubbi sulla forza dell'identità individuale - sociale, o, quanto meno, dar di che compensare la sofferenza psichica conseguente ad un disadattamento di non semplice o complessa individuazione. Se le parlo di forza ma non di spirito è perché fra i dottori non si usa. Come non la trattengo più sullo spirito, mi auguro che gli psicologi non la trattengano più con discorsi sulla mente: continuano a sbagliare muscolo! Tanto più, se extra Comunitario.

 

Intanto che vai... meditando

 

 Intanto che vai... meditando sull'antefatto, ti mando sta "roba". Quando la smetterò di avere visioni che non so da che parte realizzare?! Comunque sia, se questa idea ti pare più di la che di qua, fammi il favore di dirmelo. Ho scelto "Vita" come nome dell'Accademia, perché la globale materia di studio sarà la vita. L'uccello che ti spaccio come Gru, potrebbe essere un Airone, o chissà quale altro volatile. Ai dettagli ci penserò quando mi dirai se ne vale la pena. Valendone la pena, fammi le tue domande ed avrai le mie risposte. Stammi bene.

 

Secondo me

 

Secondo me questo progetto è incompleto perché è come un appartamento semi arredato: se ti interessa abitarlo, è chiaro che dovrai arredarlo secondo te. Avendone l'intenzione, basterà porre in relazione la scienza, (tua), con la poetica: mia.

 

Ho Saputo

 

 Ho saputo che l’uso terapeutico della ginnastica è comune in molte comunità, ma non so quali significati danno a cotanto sudare. Per poter affermar Narciso? Prima, durante, o dopo averlo colto sul fatto, o meglio, sul fattaccio? L’idea de sto' ambaradam potrebbe non essere nuova. Tutt’al più, potrebbe può esserlo il modo, se finalizzato a nuovo fine. Uso il dubitativo “potrebbe”, perché non è la prima volta che invento l’ombrello. A proposito di ombrello! C'è qualche altro insegnamento per il detenuto oltre a quello che da la stessa galera? Ebbene, pur con tutte le sue ignoranze, questo progetto ha di che diventare una scuola alternativa a quella. Se proprio inefficace come scuola, può essere pur sempre un più fruttuoso contenimento; se non altro, perché diversamente motivante.

 

n.d.a. Lettera rivista non so quanto tempo dopo aver spedito l'originale alla debita "meditazione" del referente in indirizzo.

 

Gli scopi dell'Accademia

 

 L'Accademia Vita si propone lo scopo di porre la Persona di fronte a sé stessa. Non tanto secondo coscienza, (buco nero e/o pozzo senza fondo) ma secondo il grado della sua forza.

 

Con altre parole:

 

nella forza naturale, è ciò che il suo Corpo può;

 

 

nella forza emozionale è ciò che il suo Spirito sente;

 

nella forza Culturale è ciò che sa perché sente e dunque può.

 

 

Il Segno dell'Accademia

 

Per  confermare di maggior segno il Corsista e il grado del Corso ho sentito il bisogno di avere un'immagine carismatica consona all'Accademia e alle sue intenzioni. Ho scelto l'immagine della Gru.

 

 

La Gru è il simbolo di chi reca i valori della vita perché e' considerata la "cavalcatura degli immortali".

 

 

Sono immortali principi:

 

il bene per la Natura

 

 

il vero per la Cultura

 

il giusto per lo Spirito

 

 

Fra il signor T. C. Sempronio e l'Accademia Vita si stipula quanto segue:

 

Premesso che l'Accademia Vita si prefigge lo scopo di porre la Persona di fronte a sé stessa;

Premessi i mezzi che si riveleranno più idonei;

Premesso l'accettazione del dolore come via della verifica di sé;

Premesso che la somministrazione della fatica fisica e del dolore culturale hanno il solo scopo di permettere una più ampia visione di sé;

Premesso che l'Accademia agisce per amore della Persona anche quando sembra disprezzare la sua vita,

Punto Primo

Il Corsista delega all'Accademia il compito di dirigere la sua Persona.

Punto Secondo

Il Corsista accetterà la direzione dell'Accademia e/o dei suoi Delegati anche quando il fine non gli risulta immediatamente chiaro.

Punto Terzo

Il Punto Secondo non implica che il Corsista debba essere prono nei confronti di ogni arbitrio, bensì, implica che il Corsista debba accettare la Ragione dell'Accademia, con fiducia.

Punto Quarto

La fiducia che l'Accademia e/o i suoi Delegati chiedono al Corsista è la stessa che un Minore ha verso un Maggiore, che un Alunno ha verso un Maestro, che un Figlio ha verso il Padre.

Punto Quinto

Onde essere il Maggiore che è, il Maestro di sé, e il Padre della vita che sarà, il Corsista deve tornare bambino.

Punto Sesto

Il Corsista che non troverà in sé questa forza, vanificherà le intenzioni di questa Scuola. In tale accadimento, il Corsista deciderà con l'Accademia sulle misure da prendere.

Punto Settimo

Per quanto letto e accettato, il Corsista si atterrà a quanto d'altro gli verrà comunicato.

 

 

Sul tipo di istruzione

 

 Per giungere al fine di porre una vita di fronte a sé stessa, l'Accademia si avvarrà di tre convergenti vie: La Naturale, la Culturale, la Spirituale. La via Naturale comprenderà un attività fisica non esente da considerazioni culturali, psicologiche, e quanto di necessario si rivelasse; la via Culturale comprenderà tutto ciò che favorirà il rapporto di collocamento della storia personale nella storia collettiva; la via spirituale comprenderà le tecniche e le filosofie che educano il soggetto all'ascolto del sé: corrispondente unione fra la forza della vitalità naturale e della vita culturale.

 

Linee guida: in ordine sparso.

 

 Nella scuola dell'Accademia, l'essere deve essere dedotto dal fare. Allo scopo: analisi psicologica dei gesti, dei comportamenti, delle dinamiche singole e di gruppo, e quanto al fine. Per vedere se è fatto di mattoni o di pietra, il Corsista deve accettare di essere come un muro da scalcinare. Per quello scopo, i Corsisti devono sapere, da subito, che saranno provati fisicamente, e psicologicamente e culturalmente destrutturati. L'operazione della generale destrutturazione non deve recare dolore. Se motiverà della violenza, ciò vorrà dire che si starà destrutturando il Corsista oltre il suo limite di tolleranza. L'eventuale violenza non segnerà un errore del Corsista ma un errore del Consigliere che opera su quella vita. Qualora ci si trovi nella impossibilità di non recare dolore, sarà indispensabile premettere l'eventuale accadimento, onde dirigere le tensioni verso il fine che ci si prefigge: abbattere, ma, per ricostruire! Sarà necessario un Regolamento e un Manuale di Addestramento. L'Accademia si propone per bando. L'Ingresso andrà richiesto al "Consiglio di Auto - Recupero. Il Consiglio è la Commissione che valuta la richiesta come il Richiedente. Il suo giudizio è insindacabile. La Commissione sarà composta da i tre generi di Istruttore. Nelle Accademie militati ci si prefigge lo scopo di rendere corpo collettivo il corpo individuale. Nell'Accademia Vita, invece, dal corpo collettivo (il normale - convenzionale) si deve ricavare l'individuale. Il fondamentale compito dell'Istruttore, quindi, sarà quello di evidenziare la diversità, in quanto valore dell'unicità. Allo scopo: maieutica, maieutica, maieutica!

 

La Terapia Silenzio

 

Il silenzio è l'officina dove la mente lavora;

 è  la stanza dove riposa;  è il luogo dove risiede.

 

 Alla disciplina del corpo dovrà essere insegnata e applicata la disciplina del silenzio. La disciplina del silenzio, allenerà, il Corsista, a contenere le sue voci, le sue emozioni. Tanto più il Corsista imparerà a contenere le sue voci, e tanto più potrà contenere "la voce": l'emozione che l'ha condotto alla "roba": sia come sostanza che come stile di vita. In una vita comunitaria non è semplice trovare la stanza dove stare solamente con sé stessi. A questo scopo, il silenzio può diventare la stanza della personale privacy. Come sapere se il Corsista è in quella stanza, o non lo è? A mio avviso lo si può sapere se si da modo al Corsista di segnalarlo. Ad esempio:

 

Divieto di parola stabilito dall'Accademia, o scelto dal Corsista;

 

Permesso di parola su necessità, stabilito dall'Accademia, o scelto dal Corsista;

 

Libertà di parola concessa dall'Accademia o scelta dal Corsista.

 

 

Onde favorire la costituzione della personale "stanza del silenzio", il Corsista dovrà essere addestrato, non alla meditazione (pur sempre voce) ma all'assenza della meditazione, cioè, al vuoto mentale che è dato dall'assenza di ogni voce. E' meno difficile di quello che si crede.

 

 

Accademia e Società

 

Accademia - Corsista - Manifestazioni - e/o necessità Sociali. Da porre in visibile e multifunzionale relazione. Gli interventi coordinati con la Protezione Civile, la Croce Rossa, e/o quanto di paritari significati non solo sono altre scuole pedagogiche ma anche ap - paganti capitali che compensano e provano i valori in acquisizione.

 

Sull'Accademia

 

Hai presente l'Accademia militare? Togli il militare ma lascia disciplina e addestramento fisico. Con quelli, un piano di cultura specifica o generale secondo il caso.

 

Identità dell'Accademia e del Corsista

Il Corsista è quello che è:

Non senza definizione, non fuori da ogni definizione, ma, vita per definizione, cioè,

 

Natura per quello che è

 

 

Cultura per quello che sa

 

Spirito per quello che sente

 

 

Regolamento

 

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I Gradi del Corso e del Corsista

 

Simbolizza una vita verso la meta: per chi inizia il corso accademico.

 

Simbolizza la vita che ha provato la sua forza: per chi supera un apposito esame;

 

Simbolizza la vita che ha provato la sua conoscenza. Per chi supera un apposito esame;

 

Per chi supera il consiglio spirituale. Il superamento del "consiglio spirituale", sarà testimoniato da test che valutano il raggiungimento della stabilità fisica, psichica, morale.

 

Simbolizza la vita che ha raggiunto sé stessa.

 

Poiché sarebbe presuntuoso il darla come il riceverla, questa testimonianza rimarrà la massima aspirazione dell'Accademia e il massimo fine del Corsista.

 

Sul tipo di Istruttore

 

In primo: il Consigliere che sa essere padre, (spirito determinante), ma non sa essere madre (spirito accogliente) è operatore non adatto all'Accademia Vita. Ai tre tipi di insegnamento devono corrispondere i tre tipi di istruttori:

 

addestratore fisico con esperienza militare o paramilitare, o comunque fortemente sportiva;

 

addestratore culturale: insegnante con preparazione umanistico - filosofica;

 

addestratore mentale: psicologo capace di interpretare i simboli e le dinamiche che sono negli atti della preparazione fisica, quanto i simboli e le dinamiche che sorgono e/o si attuano nelle manifestazioni del fare.

 

Nello svolgimento del compito consigliare, l'istruttore non deve mai dimenticare di essere "Accademia", quindi, non artefice di educazione ma strumento. Ciò gli eviterà ogni personalizzazione e, quindi, il rifiuto della sua persona. L'Istruttore, inoltre, non deve dimenticare che è pagato e appagato per un compito, non, per un cottimo. Ciò per dire che deve produrre vita, non, merci. L'opera di destrutturazione di una identità,(spoliazione naturale, per conversione culturale e spirituale), è un'azione comunque dolorosa. Contro quel necessario dolore vi è è un solo anestetico: la con - passione. Per con - passione non si intende un atteggiamento pietistico più o meno cristiano e/o più o meno religioso, ma la sentimentale con - divisione, dell'esperienza che tutti abbiamo provato: la fatica di crescere. Nel ricordo di quella fatica accumunati, nessuno può dirsi più capace di altri, tutt'al più, di averla superata, in senso cronologico, prima di altri. Il ricordo di quella fatica è il peso che bilancia il piatto che porta l'orgoglio di aver superato quella fatica. A questo punto, la com - passione che si chiede al Consigliere, altro non è che una disponibilità di spirito verso la giustizia.

 

Divisa: abito esteriore che coadiuva l'abito mentale

 

Come divisa di ordinanza vedrei bene quella dell'aviazione. Sopratutto per il colore. Su quella base, se il colore fosse più intenso, tanto meglio. Sua nella divisa di ordinanza che in quella fuori ordinanza, il cappello dovrebbe essere a "bustina".  Per le manifestazioni ufficiali e/o di gala, non vedrei male un mantello del colore della divisa e un cappello di quelli da matricola universitaria. La forma di quel cappello, mi ricorda il capo della Gru.

 

La bandiera

 
 

accademia vita

 

 

il bianco simbolizza la verità. Il giallo simbolizza l'amore.

 

Per i significati indicati dai colori, la bandiera dice che per giungere all'amore personale e sociale, non si può non partire dalla nostra verità; punto di avvio, per quell'ulteriore e volontario viaggio che è la ricerca della vita nella Verità, quindi, bianco, giallo, bianco.

 

ps. Scelta dei colori a parte, sarà necessario calibrare la misura della zona colori, quella delle dimensioni, ed il tono del giallo che non ho saputo fare meglio. Inoltre, il collocamento della scritta e la misura del carattere: Copperplate Ghothic  Light.