i principi trovati

 
 

1)  

I principi della vita

2)  

La parola del principio

3)  

Il principio della vita

4)  

La Genesi della Parola

5)  

Il senso della vita

6)  

Le vie della Verità

7)  

Come evadere dal vago: ad un io confuso.

8)  

La colpa

9)  

Il senso della colpa

10)  

Il dolore

11)  

Norma e normalità

12)  

La Terapia Capire

13)  

Dell'Amore e della Comunione

14)  

Il Magistero della Vita
 
 

1) I principi della vita

 
 

Vita, è corrispondenza di stati fra tutti e in tutti i suoi stati:

 

Natura

Cultura

Spirito

 

Per Natura, intendo il corpo della vita comunque effigiata;

per Cultura, la conoscenza comunque raggiunta;

per Spirito, la forza della vita comunque agita.

 

Una informazione non corrispondente allo stato (naturale - culturale - spirituale) di una data vita, altera il rapporto di forza fra gli stati. Alterandolo, mina una Natura e la dissocia dalla sua dalla Cultura. Così facendo, l'ammala di estraneità.

 

Lo stato trinitario della vita è unitario tanto quanto agisce l'equa corrispondenza fra gli stati. Ammesso al principio (e dello stesso Principio) lo stato di assoluto perché primo, e ammesso che in nessun stato primo possano sussistere equamente delle parti seconde, ne consegue che l'unità fra i suoi stati, oltre che assoluta è inscindibile.

 
 

La Natura è il luogo del Bene

La Cultura

è il luogo del Vero

Lo Spirito

 è il luogo del Giusto

 

che corrisponde dalla misura di relazione fra il Bene e il Vero.

 
 

La Natura è la ragione del Bene

La Cultura

è la ragione del Vero

Lo Spirito

è la ragione del Giusto

 

che corrisponde dallo stato di vita fra il Bene e il Vero.

 
 

Il Bene della Natura

il Vero della Cultura

il Giusto dello Spirito

 

sono i rami portanti in ogni morale (comunque religiosa o comunque no)

perché, nei principi del Principio, fondono la loro promessa nella stessa terra: la vita.

 
 

( a capo )

 

2) La parola del principio

 
 

La parola è l'emozione della vita che dice sé stessa

 

per ciò che è

sa

sente

 
 

In ragione della corrispondenza di vita fra

la sua Natura

("è ciò che è")

la sua Cultura

(è ciò che sa)

e

il suo Spirito

(la forza che sente)

 

 
 

( a capo )

 

3) Il principio della vita

 
 

 

Il Principio è genesi del numero di ogni vita e genesi della vita di ogni numero.

 
 

Chi è vita in assoluto non può manifestare che il suo assoluto.

Al di fuori di un Assoluto non ci può essere altro Assoluto.

 

Chi è vita in assoluto è in_mobile emozione della sua Natura

In_mobile

emozione della sua Cultura

In_mobile

emozione del suo Spirito.

 

Il Principio assoluto della vita, è In_mobile perché si attua per sé stesso.

ed è Motore, perché, attuando sé stesso, attua il suo principio.

 
 

( a capo )

 

4)   La genesi della parola

 
 

La parola è l'emozione della vita che dice sé stessa. Tanto quanto eleviamo l'emozione della vita, e tanto quanto la parola si fa Parola. L'elevazione della parola a Parola, nella Genesi dice: in principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. L'interpretazione del millenario arcano non può essere che questa: in principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio perché, al principio, il verbo Io sono non può essere che presso la parola vita. Dove non vi è vita, infatti, non può essere detto nessun verbo, e dove vi è vita al principio, può essere detto solo quello che è al principio. Se al principio concepiamo una vita in assoluto, di quel principio si può dire solo il suo assoluto. Per aver preso coscienza di sé come essere in vita, se è così in Basso, così in Alto, si sarà detto quel visionario autore. Ammessa l'ipotesi, ho fatto la stessa considerazione. Mi discosto per un solo distinguo: presso il Verbo ho collocato Vita, perché la presa di coscienza di sé (il verbo) viene prima del nome. Questione di lana caprina, però, perché nella vita come stato d'assoluto non si può scindere ciò che viene prima da quello che viene dopo. Comunque stiano le cose, libero ognuno di metterci il Nome al posto della Parola. Ci si renda conto, però, che nel definire quel Nome vi è "vanità, solo vanità".

 
 

( a capo )

 

5) il senso della vita

 
 

Vivere

secondo Natura

Capire

secondo Cultura

Essere

secondo Spirito

 

Si trova il senso della vita nell'essere forza (Spirito) affine allo Spirito, o nell'essere Somiglianza affine all'Immagine, e/o principi affini ai principi del Principio. Tanto più si riuscirà ad essere Somiglianza affine all'Immagine e tanto quanto si riuscirà ad essere vita affine alla Vita. Per altro dire, particolari affini all'Universale.

 
 

( a capo )

 

6) le vie della verità

 
 

Via della verità è la forza del corpo

via della verità

è la forza della mente

via della verità

è la forza della vita

 

lo Spirito.

 
 

In tutti e fra tutti gli stati e secondo stati di infiniti stati

il processo della verità si completa nella trinitario - unitaria corrispondenza fra

 

ciò che si è come Natura

si sa come Cultura

si vive come Spirito

 
 

Poiché la Natura sente quello che la Cultura sa

la Natura è via della Cultura

Poiché la Cultura sa ciò che la Natura sente

la Cultura è via della Natura

Poiché forza della Natura che corrisponde

con la sua Cultura

 

lo Spirito è via della Vita.

 
 

Ogni Natura forma la sua Cultura,

come ogni contenitore forma il contenuto che a sua volta forma il contenitore.

 

Secondo le infinite emozioni della vita che dice la sua parola, la Natura e lo Spirito, sentono anche quando la Cultura non sa. Si può affermare, allora, che il corpo della vita (la Natura) e il suo Spirito (vitalità nella Natura, e vita nella Cultura) sono sedi di provate verità, quindi,

 

la Natura è Via

la Cultura è Verità

lo Spirito è Vita.

 

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7) Come evadere dal vago: ad un io confuso.

 
 

Secondo la tua Natura tu sei ciò che sei.

Secondo la tua Cultura

tu sei ciò che sai.

In quello che sei

e per quello che sai

 

tu sei la vita che senti secondo la forza del tuo Spirito:

vitalità nella tua Natura e vita nella tua Cultura

 in ragione della trinitario_unitaria corrispondenza fra tutti e in tutti i tuoi stati.

 
 

Vi è ricerca di comunione per la reciproca transizione di uno stato verso l'altro.

La transizione è principiata  dalla Simpatia.

 

Vi è Simpatia verso la Natura, e/o una Natura.

Verso la Cultura

e/o verso una cultura.

Verso lo Spirito

e/o verso uno spirito.

 

Comunque motivata, la Simpatia è mossa dal desiderio di Comunione.

Il principio della vita del suo spirito, è nello stato che l'ha originata.

 
 

Nella Simpatia si desidera ciò che l'altro è

ciò che l'altro sa

ciò che vivifica

 

la forza della vita: lo Spirito.

 
 

Indicati dalla Simpatia

verifica della corrispondenza naturale

culturale

e

spirituale

 

della destinazione dei moti di un IO verso l'altro.

 
 

Nella Cultura della Natura (il Corpo) la Simpatia, si sente, ma non si sa perché si sente. Conoscendone i motivi culturali nei naturali, nel secondo momento di percezione si sa perché la si sente. Il secondo momento di conoscenza da simpatia è proprio della Natura della Cultura: la vita. Quando la Natura degli stati corrispondenti sentono ciò che sanno e la loro Cultura sa ciò che sentono, la Simpatia è propria dello Spirito: forza della vita e terzo momento da conoscenza per simpatia.

 

La simpatia è proprio ed altro desiderio di vita. Nella vitalità che motiva, è la via che sostiene la corrispondenza degli stati in moto di destinazione verso la meta naturale, culturale e spirituale della vita propria e altra.  La simpatia veicola gli stati della personalità individuale, sociale e spirituale, verso sentimenti affini. La meta di prevalenza della destinazione degli infiniti moti di vita cui si corrisponde per affinità da simpatia segna di sé il personale, sociale e spirituale destino. Lo stato di vita che prevale dal moto fra gli stati dice la condizione della Simpatia.

 
 

Nella relazione di corrispondenza fra gli stati

 

naturali

culturali

spirituali

 

reciproca accoglienza della vita corrispondente per Simpatia.

 

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8) La colpa

 
 

è data dalla mancante condizione di corrispondenza fra

 

ciò che il corpo è

ciò che la Mente sa

 

ciò che lo Spirito sente

 

Colpa, è il giudizio con il quale la Natura, (il corpo), denuncia errore alla mente: luogo della Cultura.

Il Senso della Colpa (peso e/o carico dell'errore della Cultura sulla vita della Natura)

è carenza di Spirito: fonte della vitalità naturale e vita della culturale.

 

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9) Il senso della colpa

 
 

 si sente nel dissidio fra

conoscenza

e

 coscienza

 
 

Si somatizza la colpa per la mancata corrispondenza fra gli stati del bene nella Natura, del vero della Cultura e del giusto per lo Spirito, o come depressione o come esaltazione. La si avverte nel corpo se ad essere depressa e/o eccitata è la Natura del bene. Nella mente, se ad essere depressa e/o eccitata è la Cultura del vero. Nella vita, se ad essere depressa e/o eccitata è la Cultura del Giusto: lo Spirito.

 

Si distingua il calo della vitalità di origine naturale (variamente motivata) dal calo della vitalità per il dolo (comunque mosso) da errore morale e/o spirituale. La con_fusione fra le due emozioni ha permesso ai tentati da ogni genere di potere di strumentalizzarne l'uso.

 

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10) Il dolore

 

 

tesi della violenza e antitesi della giustizia,

è il male

naturale

e

spirituale

 

da errore culturale.

 

Il male è la voce del dolore in tutti i generi di errore

 

Dal dolore nella Natura si origina l'urlo. Dall'errore nella Cultura si origina il pianto. Dalle ferite nella vita per divisioni in sé e/o da altro da sé si originano i lutti. Il lutto è il muro del pianto che nega la vista verso la vita.

 

La vita sente il dolore nella sua Natura già dal principio. Del dolore, quindi, possiamo dire che gli è intrinseco male, ma la Cultura e lo Spirito della vita nascente non possono aver già attuato l'errore, quindi, sono intrinsecamente innocenti.

 

( a capo )

 

11) Norma e normalità

 

 

Con il "Principato e Religione", non me ne voglia neanche la Donna se ho usato un'immagine maschile nell'Indice iniziale di una passata edizione. Con questo non voglio dire che dal mio principio maschile è escluso quello femminile. L'elemento Donna  nell'Uomo, infatti, è dato dalla capacità di accogliere, mentalmente e spiritualmente, vuoi ciò che ha determinato la sua vita, vuoi ciò che dell'altra vita (o la vita nel suo complesso) gli determina di accogliere. Per l'alterno ma complementare principio, l'elemento Uomo nella Donna è dato dalla capacità di determinare ciò che culturalmente e spiritualmente è da accogliere, vuoi per interessi della sua vita, vuoi per interessi di altra vita, vuoi per interessi della vita nel suo complesso.

 

La vita, però, è stato di infiniti stati di vita, quindi, la Figura maschile e/o Femminile, ha infiniti stati di determinante o di accogliente volontà di vita. Gli infiniti stati di determinazione ed accoglienza, femminili nel maschile e maschili nel femminile, compongono infiniti stati del carattere maschile e/o femminile dell'Uomo e della Donna. Nella Figura maschile o femminile, il prevalere di un dato carattere, (il determinante o l'accogliente) forma la prevalente l'identità sessuale. Sia essa Eterosessuale, o Omosessuale, o Altre non prevalenti a livello numerico e/o sociale.

 

Al punto:

 

* se, vita, è lo stato di infiniti stati di vita;

* se il principio della vita è il Bene;

* se le due condizioni sono l'origine della forza sessuale sentita dal prevalente stato di vitalità e di vita;

* se, la norma non può essere data dal carattere sessuale, (in quanto, al principio, vi fu vita in quanto Bene e non un suo orientamento sessuale) non si può non trarne che una conseguente logica, e cioè, indipendentemente da ciò che si è e si ama, si è normali operando vita dando del bene, e si è anormali operando contro la vita  non dando del bene.

 

Il punto dolente della sessualità giudicata socialmente e/o culturalmente, e/o religiosamente non normale, quindi, non è dell'Essere (di per sé, Bene) ma il Fare.

 

Per quanto sostengo, oltre ai Normalizzatori e la Donna, non me ne voglia neanche chi pratica il dolore, l'errore, e l'altrui "fatica di vivere", allo scopo di ricavarne bandiere politiche, crociate morali, o auto elevanti "missioni religiose."

 

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12) La Terapia Capire

 
 

Capire la nostra vita (e la Vita) è viaggio di riconoscimento

 

naturale

 

culturale

e

spirituale

 

di quello che la persona è, per quello che nella persona c'è.

 

Riconoscimento è verifica.

La verifica implica l'uso del discernimento.

Il discernimento cura chi lo cura.

Il discernimento è il medico che cura sé stesso.

Il discernimento è anche il critico, che nella vita che ci proponiamo, giudica la verità della parte interpretata.

 

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13) dell'amore e della comunione

 
 

La vita è permessa dall'amore

permesso dalla comunione

che permette la vita

 

permessa dall'amore che...

 

L'amore è detto dallo stato della corrispondenza

regolata dalla comunione fra i suoi unitario _ trinitari stati.

 
 

Per mezzo della comunione detta dall'amore

ognuno partecipa all'alleanza fra vita e vita (o elevando il pensiero, fra vita e Vita)

per quello che secondo Natura è

 

per quello che secondo

Cultura sa

per quello che secondo

Spirito sente

 

Per tale partecipazione, in quello che è, ognuno da quello che può.

 

Non può diversamente, se non esaltandosi e/o deprimendosi ed in ciò

ferire la sua Natura

 

falsare la sua Cultura

alterare il suo Spirito.

 
 

Il Principio (vita sino dal principio)

è sovrana unità del suo stato. Ne consegue che il Principio

è il massimo stato

dell’amore

 

In assenza di ogni genere di comunione (o legame, o patto, o alleanza) fra la vita principiante e la vita principiata, non vi sarebbe cellula ad altra prossima, né vita ad altri e/o altro prossima.

 

( a capo )

 

14) Il magistero della vita

 
 

La vita è la maestra che ci pone il seguente problema:

tenendo presente che siamo quello che siamo

 

 per quello che sappiamo

per quanto sentiamo.

 

Sapendo che la pace nello Spirito è luogo di giustizia

perché pace è cessazione del dissidio, e quindi, segno di verità

 

ognuno trovi sé stesso