Lo Spirito (Stesura rivista)

 

Spirito è ciò che anima. Anima è ciò che si anima. Ciò che si anima è vita. Lo Spirito è l'anima della vita. Nella Natura, la Cultura anima la vita, animata dalla forza dello Spirito. La forza dello Spirito è vita della Natura. La vita è forza della Cultura. Lo Spirito è la forza della vitalità della Natura che corrisponde con la vita della sua Cultura.

 

Lo Spirito essendo forza è condizione di vita

ma non pone condizioni alla sua forza per non condizionare la vita.

 

Lo Spirito è vita e il suo spirito vitalità

1

La percezione dello Spirito è della coscienza che lo recepisce come forza della vita.

2

Lo Spirito è la vita della Natura che ne recepisce la forza secondo la sua Cultura.

3

Come un muscolo è l'immagine della sua forza, l'immagine dello Spirito è la vita soprannaturale e naturale di cui è forza.

4

Secondo la conoscenza di ciò che è alla coscienza, come la forza del nostro spirito è tramite di alleanza fra gli stati della nostra vita, (come fra vita e vita), così, la forza dello Spirito, è tramite di alleanza fra la vita umana e quella del Principio della vita.

5

Lo Spirito è l'emozione della vita che dice sé stessa.

6

L'emozione dello Spirito è Parola.

7

Secondo stati di infiniti stati di coscienza di ciò che è alla conoscenza e secondo stati di infinite corrispondenze fra gli stati di Natura, Cultura e Spirito, il recepimento della forza dello Spirito è corrispondente all'accoglienza della sua parola: la vita.

8

Secondo lo stato di spirito del percepente, al recepimento del senso della vita corrisponde il recepimento del senso dello Spirito.

9

La percezione dello Spirito, conforma e conferma la coscienza, (naturale e soprannaturale), che percependone la forza ne percepisce la vita.

10

 

Secondo stati di infiniti stati di vita e secondo la coscienza di ciò che è alla conoscenza, la percezione dello Spirito, (la forza della vita sino dal Principio ) conforma la vita naturale quanto soprannaturale ad un rapporto fondato sul recepimento del corrispondente spirito.

11

La percezione dello Spirito della Vita, comporta un sempre più amplificato e vivificato conoscere, così, nel sentire secondo Natura e nel sapere secondo la corrispondente Cultura, la coscienza riconosce quanto di naturale e di soprannaturale per lo Spirito vive.

12

Nel suo divenire esistenziale, (dal naturale al soprannaturale), lo spirito umano che prende coscienza dell'origine della sua forza, (lo Spirito), corrisponde con tutto ciò che, per stati di infinite corrispondenze fra stati, è vita della Sua vita.

13

Data la coscienza di ciò che è alla conoscenza, la maggiore percezione dello Spirito della vita, maggiora la forza della spiritualità.

14

Secondo lo stato di spirito, e dato ad ognuno il proprio stato di spirito, la Cultura della vita di una Natura che corrisponde con la Natura della Cultura del Principio della vita, (la vita) è emozionalmente estatica.

15

Il carisma è il carattere della vita secondo forza: Natura della Cultura dello Spirito.

16

Secondo lo stato di coscienza di ciò che è conoscenza la vita che si colloca in quella dello Spirito, ha carisma tanto quanto si colloca.

17

Poiché vi è vita spirituale e vita spiritica, allora, secondo stati di infiniti stati di vita e secondo lo stato di quei stati vi è carisma di orientamento spirituale e carisma di orientamento spiritico.

18

Più è rilevante lo stato della corrispondenza spirituale e/o spiritica e più è rilevante lo stato del carisma.

19

Il carismatico di indirizzo spiritico, più orienta la propria vita secondo i doni ricevuti, (i carismi), e più è posseduto dalle condizioni di vita dello spirito donante.

20

Il possesso dei carismi di orientamento spiritico prova che lo stato della forza dello Spirito di una o più realtà soprannaturali sono nello spirito di una realtà naturale ma non prova lo stato di vita di quelle forze.

21

Uno spirito naturale quanto soprannaturale, è fonte di attendibile forza, tanto quanto non pone motivi di divisione: vuoi in una data vita, vuoi fra vita e vita, vuoi fra una vita ed il suo Principio.

22

Uno spirito naturale quanto soprannaturale non è fonte di attendibile forza tanto quanto pone motivi di divisione nella vita.

23

Lo Spirito, essendo forza, è condizione di vita, ma, non pone condizioni alla sua forza per non condizionare la vita.

24

Fra lo Spirito e gli spiriti, (naturali quanto soprannaturali), vi è relazione di Immagine, (la vita al Principio), e di Somiglianza: la vita che è conseguita dalla sua volontà di vita del Principio. Ponendo dati cognitivi per uguaglianza e per differenza, il rapporto è magistrale.

25

Perché principio della vita, della forza della vita di ogni Somiglianza, lo Spirito è maestro.

26

Perché forza magistrale sino dal Principio, lo Spirito è maestro sovrano.

27

Perché il nostro spirito ci è forza magistrale sino dal principio del nostro stato, il nostro spirito ci è maestro sovrano.

28

Lo Spirito è l'immagine della forza cui gli spiriti somigliano, ed è l'identità della forza cui gli spiriti si riferiscono per identificarsi.

29

Gli spiriti, (naturali quanto i soprannaturali), sono a Somiglianza dell'Immagine secondo lo stato della corrispondenza dato dall'identificazione con l'Identità: lo Spirito.

30

Lo stato dell'identità di uno spirito, (naturale quanto soprannaturale), dato dallo stato dell'identificazione con lo Spirito è ciò distingue spirito da spirito.

31

Nello stato dello Spirito, l'identità degli spiriti è data dallo stato del loro spirito.

32

Più sono presso lo Spirito, (forza della Natura della Cultura della Vita ) e più, identificandosi, assomigliano all'Identità.

33

Uno spirito è vicino allo stato dello Spirito, tanto più è nello stato dello Spirito: il Principio della vita.

34

Tanto più uno spirito è lontano dallo stato dello Spirito e tanto meno è nello stato della Vita e tanto più è presso il proprio stato di vita.

35

Poiché solo lo Spirito del Principio è vicino a se stesso, ne consegue, che in ogni stato di vita soprannaturale permangono degli stati di vita naturali.

36

Lo Spirito, essendo Natura, (forza), della Cultura, (la vita), della Vita, è la forza che guida la Natura della Cultura della vita che origina.

37

Attraverso le indicazioni date dal raffronto fra l'immagine del Principio, (lo Spirito universale), e ciò che è a Sua somiglianza, (lo spirito particolare), lo Spirito è la guida che orienta la forza di spirito di ogni vita.

38

Lo Spirito guida la vita attraverso emozioni di bene.

39

Uno spirito naturale quanto soprannaturale che orienta una vita verso il suo Principio, (lo Spirito), non cura le manifestazioni della Natura della Cultura di quella vita allo scopo di condizionarla, possederla e/o comunque dominarla ma per educarla secondo le corrispondenze di spirito fra vita e vita e fra vita e la Vita.

40

Nessun spirito che si orienti verso lo Spirito, interferisce la forza della vita data dallo Spirito, perché uno spirito altera la condizione della forza data dallo Spirito se la condiziona con lo spirito della propria.

41

Uno spirito che interferisce nell'umana vitalità, ombra la vita e la vitalità della vita sulla quale attua l'interferenza.

42

Uno spirito naturale o soprannaturale, (secondo stati di infinite corrispondenze fra gli stati della vita propria con l'altra e della propria con la Vita), è guida dello Spirito tanto quanto è vita secondo Spirito, cioè, secondo forza.

43

Quando uno spirito naturale quanto soprannaturale guida secondo la Natura della sua Cultura, allora è una guida che si sovrappone alla guida dello Spirito: principio della forza della Vita.

44

Uno spirito naturale o soprannaturale che tenda alla guida di un altro, lo guida secondo la forza di ciò che è alla conoscenza della sua coscienza, ma, ciò che è alla conoscenza della sua coscienza, quanto è conoscenza di ciò che è alla coscienza della Forza della Vita?

45

Lo Spirito della Vita, è il Principio che guida la vita che inizia. Essendo Principio della vita, lo Spirito è Signore della vita.

46

Dato il rapporto di comparazione fra Immagine e Somiglianza, uno spirito, (naturale quanto soprannaturale), è signore della propria.

47

Lo spirito di una vita che si eleva a signore di vita altrui, per stati di infinite corrispondenze fra gli stati dello spirito sottoposto, sosta a sé stesso l'evoluzione della vita di cui si è fatto sovrano.

48

Uno spirito che sosta a se stesso lo spirito altrui, (così il proprio spirito se sosta la propria vita ad una idea di se stesso), non consente l'evoluzione della vita sostata (propria o altra), tanto quanto è sostata.

49

Uno spirito, che sostando l'evoluzione della vita propria quanto altrui non ne consente il libero perché corrispondente processo, condiziona di se stesso ciò che di vitale è stato prodotto sino al dato stato di sosta.

50

Uno spirito, (naturale quanto soprannaturale), che sosti l'evoluzione, (sia presso sé che presso altro da sé), di ciò che di vitale è stato prodotto sino al dato stato di sosta, nella vita naturale quanto soprannaturale usurpa allo Spirito la sovranità su quella vita.

51

Come una cellula del nostro corpo si staccherebbe dalla prossima sua se non l'amasse come se stessa, cioè, non fosse sia nella comunione di sé, (che altrimenti non avrebbe possibilità di vita), che presso la prossima sua, (che altrimenti non potrebbe comunicare vita), così lo Spirito sta: amore perché comunione.

53

Come un raggio tollera di essere fermato da un ostacolo, (tollera nel senso che non per questo è meno raggio), così lo Spirito ha la tolleranza come principale attributo.

54

Lo Spirito non può non tollerare ciò che essendo forza della Sua forza è prossimo proprio come se stesso, cioè, stato del suo stato.

55

Se lo Spirito non tollerasse ciò che è prossimo proprio come se stesso, non tollererebbe vita della Sua vita.

56

Se lo Spirito non tollerasse vita della Sua vita, contraddirebbe il principio di cui è forza: la vita.

57

Lo Spirito non diverge da una coscienza chiusa, ma sta, sino a che essa, elevandosi per la conoscenza di ciò che è alla coscienza, acconsentendo alla pervasione, acconsente al fine: la vita.

58

Nel discernere per quanto è giusto allo Spirito in quello che è o non è bene per la Natura, e vero o non vero della Cultura, si comprende, naturalmente, culturalmente e spiritualmente, quello che di bene e di male ci è prossimo o non prossimo alla nostra vita, a quella altrui e a quella del Principio.

59

Nella comprensione data dal discernimento concernente gli stati di bene, di vero e di giusto, prossimi al proprio se, al se altrui e a quello del Principio si elevano le capacità spirituali della vita che si riferisce al Principio: lo Spirito.

60

Se ciò che è delegato a far emergere da uno spirito ciò che è bene, vero e giusto per il suo stato, sovrappone i sensi del proprio discernimento a quelli dello spirito presso cui opera, compie una autoritaristica coercizione, che, altro non è, se non una spiritistica invasione: naturale o soprannaturale secondo il caso.

61

La corrispondenza fra la vita dello Spirito e la vita della sua vita è sempre; sia quando è natura sensibile, sia quando è natura soprannaturale, sia comunque sia lo stato dello spirito di un dato spirito.

62

Non può non esserlo perché la vita non può avere stati di vuoto se non ammettendo dei vuoti nella forza della vita del Principio: lo Spirito.

63

Secondo ciò che è alla conoscenza, la percezione dello Spirito nella nostra coscienza è Cultura spirituale.

64

Secondo ciò che è alla conoscenza, la percezione di uno spirito naturale e/o soprannaturale nella nostra coscienza è cultura spiritica.

65

La spiritualità è lo stato culturale di chi si volge verso la Cultura dello Spirito: la vita.

66

Lo spiritismo è lo stato culturale di chi si volge verso la Cultura di uno spirito: una vita.

67

La Cultura spirituale nella coscienza conforma la vita secondo lo Spirito. La Cultura spiritica nella coscienza conforma la vita secondo uno spirito.

68

La percezione dello Spirito della vita è tramite naturale quanto soprannaturale di spiritualità. La percezione dello spirito di una vita è tramite di spiritismo: naturale quanto soprannaturale.

69

Secondo la coscienza di ciò che è alla conoscenza, maggiore è la percezione dello Spirito e maggiore è la forza della spiritualità. Secondo la coscienza di ciò che è alla conoscenza, maggiore è la percezione di uno spirito e maggiore è la forza dello spiritismo.

70

Secondo il suo stato di spirito, lo spirito che corrisponde con un altro è tramite di vita fra la propria ed altra.

Secondo il suo stato di spirito, lo spirito umano che corrisponde con uno spirito soprannaturale è tramite di vita spiritica.

Secondo il suo stato di spirito, l'umano che corrisponde con la vita del Principio, (lo Spirito), è tramite della Sua forza fra la propria e quella altrui.

71

La corrispondenza spiritica fra uno spirito umano ed uno soprannaturale prova che una vita è tornata alla Vita ma non prova quale sia la sua collocazione nello stato della Vita.

72

Nello spiritismo, (naturale quanto soprannaturale), il dubbio non può non essere una costante. Ciò, non per non credere allo spiritismo, (che così non crederemmo alla totalità della Vita), ma per evitare, (attraverso lo spiritismo), di diventare passivi strumenti, (quando non complici), o di essere comunque strumentalizzati da volontà soprannaturali, (o naturali), delle quali nulla sappiamo se non ciò che dichiarano alla nostra vita.

73

Nello spiritismo naturale quanto soprannaturale, il credere acriticamente comporta dei pericoli morali e psichici, anche inimmaginabili e/o anche irreparabili, dato il concatenamento di cause ed effetto che si innescano operando sotto palese influsso o addirittura su esplicita indicazione di un qualsiasi spirito " guida ".

74

Nello spiritismo, sia naturale che soprannaturale, ciò che ne distingue la qualità è il fine.

75

Se il fine dello spiritismo naturale quanto soprannaturale è quello di indirizzare lo stato umano verso la sua meta, (il Principio), esso è provvido alla vita tanto quanto non condiziona di se l'arbitrio della vita che indirizza.

76

Secondo la coscienza di ciò che è alla sua conoscenza, chi sa di non sapere ciò che per una vita è bene, (perché vero alla sua Cultura e giusto alla sua forza), secondo il suo stato di bene è nel bene della vita propria quanto altrui, se colloca il suo spirito, (la forza della sua vita), nello Spirito: la forza della Vita.

77

Il male, (dolore naturale e spirituale da errore culturale), è non vita tanto quanto è male.

78

Uno spirito naturale è in dissidio con se stesso, tanto quanto non corrisponde con i principi della vita: il bene nella Natura ed il vero nella Cultura per quanto è giusto al suo spirito.

79

 Uno spirito soprannaturale è in dissidio con se stesso, tanto quanto non corrisponde con il Principio dei principi: il Bene, il Vero, il Giusto della Vita.

80

Una vita, (naturale quanto soprannaturale), in discordia con sé stessa e con la Vita, proietta influssi di forza altrettanto discordi.

81

Perché aperto allo Spirito per l'influsso di forza che non si può ritrarre se non nello stato naturale, lo stato umano può essere ossessionato e/o invaso sino alla possessione sia da forze naturali quanto soprannaturali.

82

Non vi è rito, che di per se impedisca l'ossessione e/o l'invasione sino alla possessione; solo la spiritualità lo può perché essendo rapporto con lo Spirito della Vita, esclude qualsiasi intermediario fra lo stato umano e quello divino.

83

Gli stati umani o sovrumani che tendono alla possessione di altra vita, non possono oltrepassare il principio: la vita.

84

Secondo il personale giudizio, ogni spirito è libero di essere o di non essere vita della Vita, ma, nessun spirito particolare è escluso dall'universale: la Vita. Se fosse, ciò significherebbe che la Vita può escludere una parte della sua vita, ma ciò contraddirebbe il principio di cui è Principio: la vita.

86

L'influsso della vita dello Spirito, (naturale nella naturale, soprannaturale verso la naturale, naturale verso la soprannaturale) si manifesta per corrispondenza di stati.

87

Uno spirito naturale o soprannaturale che manifesta il suo sensibile influsso o per invasione e/o per possessione, secondo stati di infinite corrispondenze fra gli stati di Natura, Cultura e Spirito, o è uno spirito del male, o, deviando lo spirito influito da ciò che è il proprio bene, è uno spirito che può fare del male.

88

Secondo stati di infinite corrispondenze fra stati, un tramite fra la vita naturale e quella soprannaturale è naturalmente e/o culturalmente e/o spiritualmente influito o invaso, tanto quanto il suo arbitrio è quello dello spirito influente o invasore.

89

Chi subordina il proprio arbitrio a quello dello spirito influente o invasore, (naturale o soprannaturale che sia), è influoto o posseduto tanto quanto, a quello spirito, rimette il proprio.

90

Lo spirito umano che sente la propria Natura occupata dallo spirito di un'altra Cultura, (naturale quanto soprannaturale), si libera dall'asservimento collocando il principio della propria vita, (la forza del proprio spirito), nella forza del Principio della Vita: lo Spirito.

91

Chi separa la vita dalla sua forza, favorisce i domini degli spiriti: soprannaturale quanto naturali.

92

La condizione dello stato spirituale dell'influito, distingue l'influsso dello stato di spirito della vita influente. Se la condizione dello stato di spirito di un influito è in pace, allora, dato ad ognuno il proprio stato e secondo il proprio stato, fra influito ed influente vi è vita nella verità.

93

Il tramite che constata il possesso di aspetti culturali di tipo spirituale, che non hanno mai fatto parte della cultura del suo stato prima dell'evento spiritistico, è influito dalla Vita se il suo spirito è rivolto a quello Spirito, mentre è influito da della vita se il suo spirito è rivolto a quella.

94

Se uno stato umano, (medium fra la vita propria e quella dello Spirito), è tramite di sapere, il rapporto medianico è spirituale anche se si è originato da esperienza spiritica.

95

Se uno stato umano, (medium fra la vita propria e quella dello Spirito) si fa tramite di qualsiasi genere di potere, il rapporto è spiritico anche se la conoscenza si è originata da una ricerca spirituale.

96

Secondo lo stato di coscienza di ciò che è alla conoscenza, medium, è colui o colei che recepisce l'emozione della vita naturale se è orientato verso quello stato, o soprannaturale se eleva il suo orientamento di vita.

97

Lo stato della coscienza della vita del dato medium, distingue il tramite che recepisce la vita naturale da quello che recepisce la vita soprannaturale, ma, la percezione di uno stato non è distinguibile da un altro perché la vita è stato di infiniti stati di vita.

98

Secondo la coscienza di ciò che è alla sua conoscenza e secondo il suo stato di spirito, uno spirito, (naturale o soprannaturale), che opera con la Persona è medium dello Spirito.

99

Secondo la coscienza di ciò che è alla conoscenza e secondo il suo stato di spirito, uno spirito, (naturale o soprannaturale) che opera nella e/o sulla Persona, è medium di vita, (naturale quanto soprannaturale), estraneo alla Persona.

100

Secondo il proprio stato e dato ad ognuno il proprio stato, ogni forza, (ogni spirito), è medianico ponte di vita naturale nella naturale, soprannaturale nella soprannaturale, soprannaturale verso la naturale, naturale verso la soprannaturale.

101

Del " ponte ", è verificabile solo l'attributo di " via ": la Natura umana o sovrumana della vita. Non è verificabile la verità, vuoi perché il male è uno spirito che può fingere il bene, molto bene tanto quanto è male, vuoi perché, anche l'errore è una forza che può dar del bene, dove non vi è coscienza che sia un male.

Con l'intento di semplificarla ha rivisto la prima stesura anni dopo: molti. Mi venga un accidenti se ricordo quando! Il risultato è questo. Dubitando dell'intento semplificante, ha fatto una versione per Immagini. Con la precedente, lascio anche questa. Temo sempre di dimenticare qualcosa.