Per dire la mia conoscenza ho dovuto preservare la mia ignoranza

ma escludo l'errore verso i principi della vita. Non l'escludo verso altre storie.

Ciò premesso

 

Convivere è necessario. Condividere, non necessariamente.

 

In tutti i miei scritti, oltre alle mie ideali peste racconto anche mie reali corna. Non ho potuto non farlo perché In una seduta medianica (ci si creda o no, non è questo il punto) una presenza mi raccomandò di dire sempre la verità. Si riferiva ad una verità superiore? All'epoca, quella ricerca non era certo fra i miei pensieri. Al più, e meglio adesso, conosco le mie verità. Si riferiva a quelle? Non so. Non mi sono sentito di chiederglielo. Quello che so, è che la verità è una spada a doppio taglio, e che nessuno di noi possiede la facoltà d'impugnarla per tagliare_separare il male dal bene, o il vero dal falso, come il giusto dall'ingiusto, senza ferirsi di verità mentre ferisce di verità.

Nei successivi discorsi:

 

Per stato si intende la condizione dell'Io personale, sociale, e spirituale.

Le corrispondenze sono relazioni di interdipendenza fra gli stati.

La coscienza è il "luogo" di quanto è alla conoscenza che si origina dalla corrispondenza fra gli stati.

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