Pedagogia secondo Spirito

Una informazione non corrispondente allo spirito di un dato stato naturale - culturale, altera il rapporto emotivo fra quegli stati; alterandolo, dissocia lo stato di ciò che è per ciò che sa per quanto sente, cioè, dissocia una Natura, dalla Cultura della forza ( dello Spirito ) della propria vita; il che è come dire, ammala una identità di estraneità. Tutto ciò che in una data identità è estraneo a quella identità è invasione di identità estranee, cioè, di vita su vita. Questo è ciò che intendo per spiritismo naturale quanto soprannaturale. Dove, pur non sapendo secondo i sensi e ne secondo il sapere, comunque si può intendere secondo Spirito ( la vita che si manifesta secondo la sua forza ) ecco che la forza di ogni vita ( il suo spirito ) è pedagogicamente funzionale alla Natura della Cultura della Vita. Concedendo la sua forza in ragione della corrispondenza fra gli stati di Natura e Cultura, lo Spirito è calibro della vita. Lo Spirito calibro è spirito arbitro, in quanto, discerne su ciò che calibra. Calibrando ciò che arbitra, giudica ciò che avendo calibrato ha arbitrato. Essendo calibro, arbitro e giudice, necessariamente, lo Spirito è il Maestro dello spirito della vita che si calibra, arbitra e si giudica secondo la vita data dal rapporto di corrispondenza fra i suoi stati. La vita che secondo il proprio stato di forza del suo spirito è a Somiglianza dell'Immagine della Vita, a sua volta, è maestra, perché, esternando ciò che è per ciò che sa per quanto sente, fa intendere la vita anche alle orecchie della Natura (la capacità di sentire) che non hanno quelle della Cultura: la capacità di sapere. Essere vita nella Vita, se me lo permette, è preghiera viva.