uno spirito guida

 

Nan - in riceve la visita di un professore universitario che vuole interrogarlo sullo Zen. Per prima cosa serve il te. Colma la tazza del suo ospite e poi continua a versare fino a che il professore vedendo traboccare il te non riesce più a trattenersi ed esclama: basta! Non c'entra più! Nan - in, risponde. Come questa tazza sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen se prima non vuoti la tua tazza?

 
 

 Letta non da bambino in un sussidiario per bambini, a distanza decenni dalla scelta di questa storiella mi rendo conto che la sua morale può risultare eccessiva, sia per chi apprende che per chi insegna. Sottintende, infatti, che il pedaggio che permette di giungere ad un rinnovamento sia il sacrificio di conoscenze, acquisite con fatica quando non con dolore. Succede quando non ragioniamo secondo vita. La vita, invece, essendo corrispondenza di stati, implica che non vi sia chi si sente riempito oltre orlo, e neanche vi sia chi riempie oltre orlo.

 

Il lettore, pertanto,

consideri indirizzati a sé solo gli scritti che non gli sono di peso.