Lo Spirito (Prima stesura)

Spirito è ciò che anima. Anima è ciò che si anima. Ciò che si anima è vita. Lo Spirito è l'anima della vita. Nella Natura, la Cultura anima la vita, animata dalla forza dello Spirito. La forza dello Spirito è vita della Natura. La vita è forza della Cultura. Lo Spirito è la forza della vitalità della Natura che corrisponde con la vita della sua Cultura.

 

Lo Spirito essendo forza è condizione di vita

ma non pone condizioni alla sua forza per non condizionare la vita.

 

Lo Spirito è vita e il suo spirito vitalità

Si anima ( nel senso di avere e/o di venire alla vita ) ciò che una forza anima. La forza che anima il corpo (luogo della Natura della vita) e la mente (luogo della sua Cultura) è lo Spirito.

 

La Cultura della Natura dello Spirito è data dalla conoscenza dei suoi infiniti stati di forza.

 

La Natura della Cultura dello Spirito è data dalla conoscenza dei suoi infiniti stati di vita.

 

La Cultura della Natura dello Spirito ( ciò che sa sulla sua forza ) origina il corpo naturale.

 

La Natura della Cultura dello Spirito ( ciò che sa sulla sua vita ) origina la vita: corpo naturale che, dato lo spirituale, corrisponde con il culturale.

 

La forza dello Spirito (la Cultura della sua Natura) è il principio della vitalità della Natura del corpo a cui da forza.

 

La vita dello Spirito ( la Natura della sua Cultura ) è il principio della vita della mente a cui da vita.

 

Sia nel supremo che nell'ultimo, vita, è rapporto di corrispondenza fra Natura (il corpo) Cultura (la mente) e Spirito: la forza che si origina dalla corrispondenza fra i due stati.

 

Nessuno può dire di sapere come lo Spirito conosce o sente, se non immaginandolo come vita a nostra somiglianza. L'idea che ci siamo fatti del Principio, quindi, non può essere l'immagine del Principio. Neanche questo discorso sfugge al caso.

Lo Spirito origina la vita secondo la sua forza ma la vita originata persegue il proprio spirito secondo la sua.

Da ciò ne consegue, che la vita originata dall'influsso dello Spirito delibera il suo inizio naturale ed il suo principio culturale e spirituale secondo quanto stabilisce di accogliere dello Spirito della vita che l'ha principiata.

Ciò che delibera lo stato dell'accoglienza dello Spirito è il rapporto di corrispondenza fra gli stati della vita principiata.

Quando il rapporto di corrispondenza fra gli stati della vita del Principio e quella a Sua Somiglianza è depresso, è perché la Persona ( per propria e/o derivata causa ) non è messa nelle condizioni di ricevere e attuare il bene: vero per quanto è giusto.

Quando il rapporto di corrispondenza fra gli stati della vita del Principio e quella a Sua Somiglianza è eccitato, è perché la Persona ( per propria e/o derivata causa ) non è messa nelle condizioni di ricevere e attuare il vero: bene per quanto è giusto.

Quando il rapporto di corrispondenza fra gli stati della vita del Principio e quella a Sua Somiglianza sono in pace è perché la Persona è nel bene per quanto è giusto alla verità.

Lo Spirito che origina la vita, è il corpo interiore ( l'anima ) che anima ciò che anima.

Ciò che si anima per la sua forza ( per la sua Natura ) e per la sua vita ( per la sua Cultura) è il corpo esteriore dello Spirito animante.

Del corpo esteriore, allora, si può dire che è l'anima materiale che contiene l'anima spirituale ( il corpo interiore ) della forza della vita: lo Spirito.

Siccome vi è la forza dello Spirito ( l'anima che anima la vita del Principio ) e la forza degli spiriti ( l'anima che anima la vita dei principiati dalla forza del Principio ) allora, vi sono due stati di Metempsicosi: quella dello Spirito e quella degli spiriti.

 

 

Poiché Metempsicosi è trasferimento di un corpo in un altro ed il ha corpo tre stati (Natura, Cultura e Spirito) sia sul piano sovrumano che su l'umano, da ciò ne consegue che lo stato della reincarnazione ha tre stati di vita: la naturale, la culturale e la spirituale.

Nella Metempsicosi data dallo stato supremo della vita ( quella del Principio soprannaturale ) lo Spirito incarna la sua forza ( la Natura) della sua vita ( la sua Cultura ) ma della sua Cultura ne incarna il principio: la vita.

Nella metempsicosi data dagli stati della vita che sono conseguiti al Principio, in ragione dello stato del loro stato ( soprannaturale o naturale ) anche gli spiriti incarnano la forza ( la Natura ) della loro vita ( la Cultura ) ma incarnano il principio di spirito che sono, cioè, la loro vita.

L'unità della trinità degli stati della vita è solo dello stato supremo: il Principio della vita.

Data l'unità della trinità dei suoi stati, la metempsicosi dello Spirito, è reincarnazione della sua totalità: la vita.

Gli stati principiati sono unitari tanto quanto si corrispondono.

Da ciò ne consegue che solo lo Spirito incarna la vita ( unità dei suoi stati ) mentre gli spiriti incarnano stati di vita, cioè, condizioni della loro unità.

Lo stato della reincarnazione è corrispondente allo stato dell'influsso: supremo quello dello Spirito e, secondo stati di infiniti stati di vita, corrispondente al loro stato quello degli spiriti.

Lo stato dell'influsso è corrispondente allo stato della corrispondenza con lo stato in corrispondenza.

Tanto quanto lo sono, la Metempsicosi, allora, avviene fra spiriti affini.

Siccome l'affinità di spirito fra vita e vita è stato di infiniti stati di vita, da ciò ne consegue che anche gli stati della metempsicosi sono infiniti.

Lo stato della forza dello Spirito dice lo stato della vita.

Lo stato della vita ( corrispondenza fra Natura, Cultura e Spirito ) dice lo stato della forza.

In ragione dello stato della sua forza, vita, è bene nella Natura, vero nella Cultura e, giusto nello Spirito.

Se uno spirito di valore cinque ( tanto per dire la misura di uno stato di vita ) si colloca presso lo Spirito del Principio in diversa misura, ( ad esempio: quattro o sei ), avendo subordinando la ragione della sua Cultura ( il vero ) a quella pretesa di bene, sarà ingiusto verso il suo Spirito.

Per il male naturale e spirituale che è in ogni errore culturale, dunque, sarà sofferente sino a che non si collocherà nello stato che gli corrisponde: il cinque in esempio.

Per quanto è a conoscenza della loro coscienza da ciò ne consegue che: in ragione del confronto di vita fra la forza dello Spirito e la loro, gli spiriti che tornano allo Spirito, si collocano presso quello stato secondo il loro stato di spirito, cioè, secondo lo stato della forza della loro vita.

Uno spirito è vita nello Spirito, secondo lo stato di somiglianza fra la sua vita e quella dello Spirito: immagine del Principio della forza.

Tanto più uno spirito è somigliante allo stato Spirito e tanto più è vicino al principio della forza: lo Spirito.

Di converso, tanto più uno spirito non è somigliante allo stato dello Spirito e tanto più è lontano da quel principio.

Tanto più è lontano dal principio della vita ( la forza dello Spirito ) e tanto più è vicino al proprio principio: la forza del proprio spirito.

Tanto più gli spiriti sono vicini allo stato dello Spirito e tanto più presso di quello si identificano.

Tanto più si identificano nello Spirito e tanto più sono identificati dallo Spirito.

Tanto più sono identificati dallo Spirito e tanto più sono lontani dal loro.

Tanto più sono identificati dal proprio Spirito e tanto più non lo sono dallo Spirito.

Secondo stati di infiniti stati di vita (e secondo infinite corrispondenze fra gli stati di Natura, Cultura e Spirito) uno spirito, meno è somigliante all'Immagine dello Spirito e più conserva l'immagine del proprio stato di spirito.

Lo stato della Metempsicosi, dunque, è corrispondente allo stato dello Spirito che si incarna.

Lo Spirito, dando la sua forza ad ogni stato di vita, necessariamente, è via di congiunzione ( dallo Spirito al nostro e dal nostro allo Spirito ) fra il Suo stato ed il nostro.

Poiché lo è di ogni stato di vita, sia sul piano naturale quanto soprannaturale è via di congiunzione sia di quella spirituale ( spiritualità è diretto rapporto fra la vita umana e quella del Principio) che di quella spiritica.

La vita spiritica è rapporto fra spiriti: forze naturali della vita e che è, e che furono in questo stato di vita.

Nello stato soprannaturale gli spiriti sono forze che ancora conservano degli stati di spirito dell'umana identità che furono.

Nello stato naturale, invece, gli spiriti umani sono forze che ancora conservano degli stati della spiritualità della vita che li ha originati sino dal Principio.

Lo Spirito non può non essere continua emanazione di forza in quanto la vita non può concepire stati di interruzione.

Non lo può perché ogni stato di interruzione sarebbe uno stato di cessazione della vita, ed in ciò, estrema contraddizione con il suo principio: la vita sino dal Principio.

Ogni volta lo Spirito concede la propria forza ( la Natura della Sua vita ) concede la Sua totalità.

Non può diversamente se non aprioristicamente discernendo come, a chi, o se dare più o meno forza.

Questo, però, significherebbe che lo Spirito predetermina la vita che ha originato ma la predeterminazione si scontra col principio dell'arbitrio: giudizio che è libero solamente se condizionato dallo spirito di chi discerne.

Il condizionamento dell'arbitrio della Vita ( l'Universale ) sulla vita principiata (la Particolare) si ovvia perché se è vero che lo Spirito da vita agli stati della vita è altresì vero che la vita determina la propria secondo la forza dello spirito che si origina dallo stato della corrispondenza fra i suoi stati.

La vita originata che segue le indicazione della giustizia nella sua forza (la pace) non per questo è predeterminata verso quella meta spirituale.

Lo Spirito del Principio, essendo l'origine della forza che proviene dal giusto che corrisponde dal vero che è nel bene, necessariamente, non può non guidare che secondo il suo principio.

Non per questo, però, Lo Spirito predetermina la vita a cui da vita, in quanto la vita originata corrisponde fra di se secondo il proprio.

Si può dire, allora, che in ragione dei principi adottati ( quelli di bene e/o di male ) la vita umana si predetermina in ragione dello stato di vita di prevalente scelta.

Gli spiriti che tornano a questo stato di vita, se seguono il Principio della vita (lo Spirito) reincarnano la loro forza, ma, se seguono il principio della loro vita, il loro spirito, si reincarnano come Natura ( forza ) della loro Cultura: vita.

Gli spiriti che tanto più conservano il proprio stato di vita, tanto più influiscono della propria personalità, la vita in cui si incarnano.

Pertanto, nel bene come nel male, sono elevati gli spiriti che influiscono la loro forza e sono bassi gli spiriti che influiscono la loro vita.

Citando un mio sogno, paragono lo stato dello Spirito ha un palazzo di cristallo.

Ti pare che si possa entrare in quelle stanze (stati della Vita) con le scarpe (il discernimento) ancora sporche d'incoscienza?

Con questo non intendo dire che lo Spirito impedisce l'ingresso alla vita che vuole entrarci ma che sarà questa che si impedirà di farlo.

Infatti, alla luce di un rinnovato giudizio ( quello dato da una più cosciente conoscenza di se ) confrontando la propria stanza ( lo stato della propria vita ) con quella dello Spirito ( lo stato della Vita ) si impedirà di farlo ogni volta constaterà una mancata corrispondenza di spirito ( di forza ) fra la vita dello Spirito e la sua.

Nella vita dello Spirito, ogni differenza dallo Spirito è differenza di vita fra il nostro stato ed il Suo.

In quanto ogni differenza è separazione fra Vita e vita, allora, ogni divario di vita fra i due stati non può non essere che dolore da separazione dal Principio: la vita di origine.

Poiché la differenza è dolore e, poiché il dolore essendo separazione dalla Vita non è vita tanto quanto è dolore, ecco che si è lontani dal Principio della vita tanto quanto l'ingiustizia nel nostro spirito ci ha reso dolenti.

Poiché il dolore dato da ciò che non è stato giusto al nostro spirito si è originato dal male dato dalle erronee corrispondenze fra i nostri stati, ecco che, allo scopo di annullare ( nel senso di chiarire ciò che impedisce di entrare nel Palazzo ) ciò che è male per la Natura, falso per la Cultura e conseguentemente ingiusto allo Spirito della vita personale quanto verso quello della vita Universale, non si può non tornare a questo principio di vita.

Non si può non tornare perché, presso la vita dello Spirito non vi può essere dolore in quanto il dolore, essendo un male, presso il Bene non può essere giusto.

Uno spirito può non elevare il suo stato? Non lo può, perché per quanto non voglia capire ciò che è bene, vero e giusto, non può fermare l'evoluzione del suo discernimento se non fermando la sua vita, e lo può perché oltre alla sua vita, non può fermare neanche il suo discernimento.

Ferma l'evoluzione della sua vita (ma nel senso di separare la sua Natura dalla sua Cultura ) solamente lo spirito che non vuole determinare come accogliere ciò che via via sa.

Un giudizio che non è definitivo se non quando viene espresso da chi si giudica, necessariamente, ha degli stati sosta: quelli concessi dai tempi dati dalla volontà e dalla capacità di discernimento.

Direi, che la definitiva collocazione presso lo Spirito ( e, dunque, la cessazione delle metempsicosi ) succede quando uno spirito ha compiuto il suo discernimento sulla Vita, mentre il ritorno verso questo stato di spirito (di vita) succede perché uno spirito non lo ha ultimato.

Nella sosta, il discernimento giudica ciò che è giusto perché vero al bene.

Ogni stato di sosta, essendo arresto dell'elevazione verso il Bene data dal discernimento è purgatorio: luogo della pena della Cultura della vita che sosta la sua strada.

Purgatorio non è condanna, ma stanza ( stato ) nella quale si attende alla Giustizia.

Per quel bisogno di giustizia, allora, ci si reincarna sino a quando la si è raggiunta.

La reincarnazione, dunque, può anche essere intesa come l'appello che il giudice di primo grado ( il nostro spirito ) rivolge allo Spirito: il giudice di supremo grado.

In ragione delle reincarnazioni e/o del loro stato, quando si torna a questo principio di vita, vi si torna con ciò che in precedenza si fu: le identità date dagli stati che si è vissuto.

Siccome le identità che abbiamo vissuto possono essere infinite, allora, può esserlo anche l'identità spirituale e/o spiritica.

E' normale alla vita che vi sia reincarnazione di forza ma anormale che vi sia invasione di vita.

Infatti, i rapporti di interferenza fra Vita e vita, cioè, fra lo Spirito e uno spirito, sono invasivi tanto quanto ingerenti sia sul piano soprannaturale che su quello naturale.

Lo è perché un'invasione di vita devia e/o altera un percorso che non può non essere che personale.

Come impedire l'invasione di vita?

Direi che l'integrità della vita personale (stato dell'unicità dato dalla corrispondenza con i soli suoi stati) è ciò che la impedisce.

Anche lo spirito più collocato nella Vita dello Spirito comunque conserva l'identità dello spirito che nel bene e nel male è, in quanto, è l'identità dell'essere che è ciò che lo distingue dall'identità dell'Essere che in assoluto è.

Non vi può essere altro Spirito del Principio al di fuori dello Spirito del  Principio. Ogni altra identità di spirito, allora, è solo ciò che gli somiglia.

Nelle manifestazioni spiritiche, (elevate e/o basse che siano e comunque avvengano) e nei casi di manifesta reincarnazione e, al caso, di accettazione e seguito da parte della vita ospitante, questo dovrebbe essere un ulteriore e grosso motivo di riserva culturale e spirituale.

Questa versione (la prima) risale alla Primavera del 1991 o 92, non ricordo. Ancora mi vedo mentre sto ascoltando con difficoltà le mie emozioni; con difficoltà perché le "voci" mi "parlavano" sovrapponendosi. Fra le tante, dovevo valutare e scegliere la giusta, mentre altre mi arrivavano senza sosta.  Almeno, sino a quando mi ascoltavo. Mi rivedo ancora, finito il lavoro, a casa, con la biro e una risma di carta. Mi rivedo mentre scrivo; mentre so di dover scrivere un'idea della quale non avevo idea. E' come se avessi dovuto disegnare un cerchio, senza assolutamente sapere com'è fatto un cerchio! Punto dopo punto, solo alla fine ho visto com'è fatto! Ed è sceso il silenzio.