Tessere del Disegno

Lo Spirito della Vita da alla Natura la stessa ragione della Cultura.
 

Ne consegue che ogni separazione fra stato e stato è la divisione di una parte dal tutto. Poiché ogni divisione comporta dolore, ne consegue che la Cultura di chi si separa ( o è separato ) dalla propria Natura non può non essere che dolente nello Spirito. Al punto, tutte le ideologie con le quali si motivano i " sacrifici " di una parte di se stessi sono sufficientemente equilibratrici degli stati della vita? Direi, solamente se lo spirito di chi si sacrifica per il mondo è in pace con il proprio. Pace " è assenza di dissidi. Ne consegue che lo stato di pace è la cartina di tornasole che in ogni decisione verifica lo stato della verità. Poiché l'assenza di ogni dissidio non può non dare gioia sia in se che, per comunione, in altri, la pace è la fonte della gioia data dalla cessazione dei dissidi. Poiché anche una depressione spirituale (recessione della forza della vita) può essere intesa come una pace, la gioia distingue ciò che è veramente pace da ciò che è solamente mestizia: malinconico lutto di se stessi. Direi che la gioia data dalla pace per assenza di dissidi è uno stato di vita che attiva vita, mentre, la mestizia è uno stato di vita spiritualmente disattivata.

Lo Spirito è il Principio assoluto della forza di ogni spirito.

Essendo l'Immagine del Principio della Natura ( che è ciò che è ) della Cultura ( che è ciò che la Natura sa ) della forza della Vita che si promana da ciò che una Natura è per ciò che la sua Cultura sa, non può recedere la sua forza se non principiando la fine di ciò che ha principiato: la vita. La forza che non può recedere se non principiando l'inizio della fine nel suo principio ( nella Sua vita ) non può non essere che la Vita che origina la continua nascita di ogni vita, sia essa diretta verso il senso umano o sovrumano della Sua Immagine. Data l'impossibilità allo Spirito di recedere la sua forza, lo spirito della vita che lascia la Cultura della sua Natura ( il corpo ) non può essere lasciato dalla Natura della Cultura della Vita: lo Spirito.

Tornare al Principio

Tornare al Principio è tornare al Padre; è ricongiungere il nostro spirito allo Spirito che ci ha originato. Il che è come dire, ricongiungere la nostra vita con la Sua. Si immagini verso quel viaggio. Per andarci prende una linea: la sua vita. La linea non è diretta. Se lo fosse, sarebbe condizionante perché già precostituita e lei non sarebbe libero di conoscere la via corrispondente alla Natura della sua Cultura. Durante il percorso vi sono delle stazioni di posta: gli atti e i fatti della vita. In queste stazioni, gradualmente, secondo l'arbitrio dato dal discernimento ( che acquisisce per il giudizio che si origina dallo studio delle corrispondenze fra Natura nel bene, per la Cultura nel vero e lo Spirito nel giusto ) adotta ed indossa, secondo il raggiunto discernimento, l'abito culturale più corrispondente, o alla stazione di fine viaggio ( il raggiungimento del suo stato spirituale ) o al proseguo della ricerca di quello stato. Come capita in un viaggio ferroviario, così capiterà che il mezzo di trasporto ( la Cultura della sua Natura, il soma ) si senta scossa fra gli scambi dei binari spirituali che le fanno cambiare le vie non corrispondenti al suo se, con quelle più corrispondenti. Se è vero che la Cultura della sua Natura, fra gli scambi culturali è scossa ogni volta non comprende ( cioè, non viaggia ) è anche vero che può sussultare ( e dunque non comprendere ) perché a fronte di una nuova stazione di discernimento, si eccede ( quanto si manca ) in velocità di ingresso. Il che è come dire che si eccede ( quanto si manca ) in vitalità: naturale, culturale o spirituale. E' anche vero che la Natura della Cultura del viaggiatore si può spiritualmente esaltare quanto deprimere perché la velocità di comprensione è frenata o dalla sua vita o da altra vita sulla sua. Tanto più entreremo nelle stazioni di posta, senza scosse ( cioè, in pace ) e tanto più gli stati di quella stazione ( di quella vita ) ci corrisponderanno come vita. E' indubbio che a dirlo è più semplice che a farlo ma se ascoltiamo il nostro spirito, il metodo dell'amore e della comunione del sé ( stato trinitario - unitario personale e sociale dato il se trinitario - unitario divino ) scopriremo che lo Spirito è anche cireneo.