i fiori sovrani

 

Caro Torquemada ti scrivo a proposito del mio giardino.

 

Lo faccio un po' preoccupato devo dire perché, a questa vista, il rumore del colpo che hai subito cadendo dal paradisiaco scranno è arrivato sino a me. Spero non ti sia fatto male. Almeno, non di più di quello che ti sei fatto da solo nella tua santa ignoranza. Dici che l'ignorante sono io? Può essere! Prima o poi capirò. Ora, quello che hai capito tu, e che hai fatto capire a suon di sangue e di falò, lo sappiamo. Ciò che tu non sai, è quello che ho capito io. Provvedo subito, anche perché a te il tempo non manca.

 

Il creatore della vita che tu chiami Dio e che io chiamo Principio perché non uso a nominare invano,  ha iniziato la vita (stando alla Genesi) dando soffio alla Natura: il corpo della vita comunque formato. All'epoca, terra o fango che sia stato. Animata dal soffio generante, la Natura diede forma alla sua Cultura, così come un contenitore forma i suoi contenuti. Per Cultura intendo il pensiero della vita comunque concepito. L'alito che ha originato la vita è stato ed è a la forza del Principio, sino al suo stesso principio: lo dico Spirito. La vita, quindi, nasce dalla corrispondenza fra quei tre stati di principio: Natura, Cultura, Spirito. Se si vuole raggiungere il bene, la corrispondenza fra i tre stati è indispensabile oltre che inscindibile. Dove vi è mancante corrispondenza vi è dolore: male naturale e spirituale da errore culturale. L'inscindibile corrispondenza, fra i tre stati rende la vita unitaria. Con altro dire, da trinità a unità.

 

Naturalmente, l'unità è del solo Principio. Nel nostro, siamo trinitario_unitari. Ogni condizione che non permetta la soggettiva ricerca della personale unità è lacerante. Cosa l'impedisce? Nella persona, ignoranza e/o incoscienza. Nel "Principato e nella Religione", invece, l'impedisce (per mezzo dei poteri che ne ricavano) i presi da visioni di verità: visioni che spacciano per assolute, perché le dicono basate sulla Parola. Magari! Ben diversamente, sono basate sulle parole che hanno detto di essere della Parola. La Parola tace. Dicendo "vita" ha detto il suo assoluto. Che altro doveva dire; che oggi dobbiamo andar fare la spesa e domani a pagare le bollette, e a sera il rosario, o mettete la maglietta pesante se no mi dice che la bronchite ve l'ho mandata io! Suvvia! Dici giusto! Anch'io baso la Parola nelle mie parole ma diversamente da te, (e dei simili a te) io non trovo la verità dove c'è la conoscenza circa cosa è vero, ma dove non c'è dolore, perché la Natura la sente sempre anche quando la Cultura, sempre non sa.

 

Non la trovo, quindi, dove c'è il tuo gender di conoscenza, anche se non l'escludo dove non genera il male. Il male, è il dolore spirituale e naturale generato dall'errore culturale. E' male, tanto quanto lo si persegue con lucida coscienza. Mi stai dicendo che tu non hai mai perseguito il male! Non sono in grado di confermarlo come neanche di smentirlo. Sono in grado, però, di leggere la Storia, e la Storia mi sta dicendo che il dolore che hai procurato in nome della tua verità, non ha mai arrestato il tuo passo. Si può pensare, allora, che sulle spalle porti una ben pesante croce. Mi stai dicendo che anch'io ho censurato le foto dell'album? No, quella, è la storica censura che te, e quelli come te, hanno sempre attuato sulla vita che non corrispondeva all'immagine che ne avete. Su quella, ho posto due mani. Sono state  dipinte dal Michelangelo quando ha immaginato la Genesi. Quelle mani dovrebbero ricordare a te e a quelli come te, che ciò che il Principio ha unito, voi non dovete separare. Facendolo, state interferendo con il disegno originale:

 

questo!   

 

Del corpo di questa vita, tu e i tuoi avete nascosto la parte della mente e gran parte del corpo. Avete lasciato in chiaro, invece, il posto del cuore. Vi serviva.

 

Non sapendo l'inglese non ho altro modo per ringraziare l'autore

per l''esproprio della sua opera. Per diversa volontà rimango a disposizione.